Impresa e conoscenza dei rischi - Trasparenza ed etica - Il mondo delle assicurazioni

Oggi più che mai l'imprenditore, soprattutto di piccole dimensioni, ha il problema di gestire i rischi derivanti dall'attività di impresa.

I rischi sono molteplici e vanno dal rischio di eventi che si possono verificare quotidianamente nel corso dell'attività (danni a terzi, a lavoratori ecc.) a quelli che, nella pratica, vengono considerati più complessi.

Lo spazio di un blog non ci consente di andare a fondo sugli aspetti che riguardano la governance di un'impresa, la sua struttura, la necessità di prevedere gli eventi nei differenti ambiti e nei diversi gradi di impatto.

Possiamo, invece, tentare di condurre alcune riflessioni richiamando le raccomandazioni già proposte in un precedente articolo.

Prendiamo le mosse da una prima considerazione su cui, auspico, si possa concordare: la piccola impresa, l'impresa familiare, non dispone di alcun esperto interno alla struttura "dedicato" alla gestione dei rischi.

La figura del risk manager la troviamo nelle imprese di dimensioni medio-grandi: si tratta di un professionista con specifiche esperienze che affianca, nell'organigramma aziendale, le strutture di apice e strategiche.

Il piccolo imprenditore è costretto a fare da solo, a contare sulla propria valutazione e competenza. Molto spesso è portato, per cultura, a sottovalutare determinati eventi probabili o possibili e a coprire, avvalendosi di terzi esterni, i rischi più comuni. Si preoccuperà di coprire il rischio di incendi, di responsabilità civile, di furto, eventi che possono verificarsi in azienda.

Vi sono altri eventi che, statisticamente, incidono sulla vita aziendale in maniera più rilevante e che non godono dell'attenzione dovuta.

Pensiamo, solo per fare un esempio, al rischio di credito ossia al rischio che i crediti, presenti nell'asset patrimoniale dell'azienda, alla scadenza non vengano onorati per intero o in parte dal debitore. Rischio che comporta un minore cash inflow e quindi la possibilità che l'impresa, se ha contratto debiti, non riesca a pagarli quando giungono a scadenza (cash outflow). Uno "sbilanciamento" che può condurre al collasso.

La questione riguarda, nei suoi tratti essenziali, la liquidità e la solvibilità dell'impresa e meriterebbe miglior esame. E' sufficiente segnalare il problema e quindi il rischio.

Si tratta di uno dei tanti esempi possibili, anche se ha il pregio di indicare un profilo dell'impresa molto attuale e concreto. Non basta preoccuparsi delle vendite ossia di incrementare i ricavi: occorre sempre verificare la possibilità che questi ricavi si trasformino da crediti a liquidità.

Cosa fare, ove riscontrassimo questo rischio, per ridurlo o evitarlo?

Esistono strumenti cd. collaterali che consentono all'impresa di coprire detto evento, strumenti normalmente offerti da compagnie di assicurazione presenti sul mercato, magari le stesse che con cui abbiamo assicurato i veicoli aziendali, i macchinari e il furto delle merci.

Entrano in gioco, per la piccola impresa, l'informazione e la trasparenza. Più il rischio è, per così dire, "sofisticato" più l'impresa richiede un'informazione sul prodotto collaterale al soggetto terzo esterno (broker, assicuratore) semplice, precisa e trasparente.

Conosciamo le difficoltà di leggere ed interpretare i contratti assicurativi e i suoi allegati e, fino a quando si tratta di coprire il rischio della mia auto, posso anche tollerare i cavilli e non approfondire: mi fiderò dell'interlocutore e sottoscriverò il "malloppo" di carte che mi sottoporrà. Non è cosa buona ma, ripeto, tollerabile.

Da imprenditore non posso limitarmi ad una fiducia "a priori" laddove desideri sottoporre ad una compagnia problemi più complessi, come quello del nostro esempio e che ci sta facendo da "filo conduttore".

Normalmente la compagnia tende ad offrire prodotti standard che, molto spesso, potrebbero non essere adeguati alle mie esigenze. Il prodotto in sè potrà essere ottimo, semplicemente potrebbe non essere adatto alla mia impresa.

A "monte" occorre compiere una valutazione, occorre che il terzo sia messo in grado di conoscere le mie esigenze e quindi la mia impresa. E' il primo approccio, indispensabile.

Un flusso di informazioni che si muove dall'impresa al terzo e ritorna all'impresa dopo una rielaborazione sotto forma di proposta. Il terzo dovrà disporre di informazioni e della capacità di analizzarle; dovrà essere quindi formato adeguatamente con conoscenze tra loro inter-connesse: giuridiche, economiche, finanziarie.

In una prospettiva etica e di trasparenza ho avuto modo di constatare come, nel mondo assicurativo, si stiano creando, come in altri settori, forme associative o iniziative (network) con il proponimento di affiancare alla presentazione di un prodotto una serie di informazioni riguardanti le sue caratteristiche con la sollecitazione al coinvolgimento del potenziale cliente.

Si tratta di iniziative che sorgono, quasi sempre, spontaneamente e dettate dalla necessità, insita nel tecnicismo assicurativo, di valorizzare la figura del cliente, di renderlo consapevole della scelta o della non-scelta, nella massima trasparenza. Con il vantaggio che ogni dubbio portato dal cliente costituirà per il professionista esperto un campo di confronto e di valorizzazione delle proprie competenze.

Non è vero che i prodotti assicurativi sono prodotti poco flessibili, scarsamente adattabili. Le compagnie godono di diversi margini di manovra per poter incontrare al meglio le esigenze del singolo. Sta qui, in questa adattabilità, il "valore aggiunto" del professionista che cercherà di individuare quella soluzione che corrisponda alle necessità del cliente "informato".

Informazione, trasparenza ed etica.

Più il cliente (imprenditore) è informato e più i dati informativi sono messi a sua disposizione in forma aperta ed accessibile, libera, comprensibile, maggiore sarà la sua consapevolezza critica: siamo portati, per natura, a voler scoprire da soli le risposte ai nostri quesiti, a cercare, a tentare di capire. E se questa ricerca ci viene agevolata saremo portati ad approfondire ulteriormente.

L'informazione più è trasparente, ossia ci porta ad esaminare pregi e difetti, costi e benefici, più sarà apprezzata.

L'etica non è altro che il fondamento dell'informazione e della trasparenza. Come un'impresa etica prima o poi verrà apprezzata dal mercato, così il professionista "virtuoso" che, prima degli obblighi di legge, antepone principi di condotta asssolutamente non necessitati o imposti.

Non desidero dilungarmi oltre, nell'intenzione, con il prossimo intervento, di parlare di alcuni codici etici in ambito finanziario, regole di condotta scaturite da associazioni nazionali ed internazionali con lo scopo di valorizzare i propri membri in un settore critico.

Vorrei farvi una proposta.

Cercate, insieme a me, nel vasto mondo del web, siti, blogs, associazioni che si pongano come fine quello di fornire informazioni al cliente in ambito assicurativo-aziendale esprimendo la garanzia di adottare principi di condotta trasparenti ed etici.

Io ne ho individuato uno che vi segnalo così come mi è stato indicato: www.assiconsul.it

L'ho trovato, personalmente, molto chiaro negli scopi e, soprattutto, in quello di coinvolgere il lettore invitandolo a porre quesiti o questioni compilando un semplice form. Sono entrato in contatto con chi ha creato questo sito, il quale mi ha spiegato le ragioni che lo hanno fatto nascere nel modo semplice in cui lo troverete. Non ho alcun rapporto assicurativo o finanziario in essere o pregresso che possa riferirsi a questo network. Nè intendo pubblicizzarlo, non rientra nei miei propositi. L'unico mio proposito è di essere di ausilio alle imprese e ai piccoli imprenditori, non quello di proporre polizze.

Se mi segnalate altri siti analoghi utilizzando l'indirizzo di posta della redazione di ProfessioneGiustizia, vi faccio promessa di menzione; in un'ottica di informazione, trasparenza ed etica (e di par condicio)!

A presto.

 

P.S. Non dimenticate il sito dell'IVASS www.ivass.it a cui potrete rivolgere segnalazioni o richieste di chiarimenti. Non tralascerei la sezione dedicata all'educazione assicurativa.