Le reti di impresa e la fiscalita'. Un commento alla Circolare 20/E del 18 giugno 2013

Reti di impresa - Chiarimenti dell'Agenzia Entrate - Circolare 20/E del 18 giugno 2013 -

    Un breve "intermezzo" tra una puntata e l'altra del Bilancio Etico solo per segnalare che l'Agenzia delle Entrate, con circolare emanata lo scorso 18 giugno (numero 20) ha affrontato la fiscalità dei contratti di rete tra imprese alla luce dei nutriti interventi del legislatore in materia.

    L'aspetto più rilevante è la distinzione tra "reti soggetto" e "reti contratto in senso stretto"; le prime, dotate di soggettività giuridica, costituiscono centri autonomi di imposizione e quindi, in automatico, godono  di una soggettività tributaria conseguente all'iscrizione nel Registro Imprese. Per contro, in caso di semplici accordi o contratti di rete la soggettività tributaria resta in capo alle singole imprese aderenti, agendo queste come mandanti (mandato con rappresentanza).

    Aspetto critico riguarda, quanto alle reti soggetto, la determinazione delle norme fiscali applicabili in tema di Ires e di Irap dovendosi fare riferimento all'attività in concreto svolta dal soggetto (rete) se commerciale o non commerciale. Quanto all'IVA si chiarisce che la rete soggetto dovrà avere una propria partita Iva e come tale sarà soggetta alle norme tributarie relative, anche in riferimento alla tenuta dei libri contabili obbligatori.

    Circa l'imposta di registro, nella distinzione compiuta, gli apporti alle reti soggetto se fatti in denaro sconteranno l'imposta in misura fissa qualora svolgano attività commerciale, in misura proporzionale del tre per cento in caso di attività non commerciale. I contratti di rete invece sconteranno sempre l'imposta in misura fissa alla stregua degli atti e delle scritture private non aventi ad oggetto prestazioni di carattere patrimoniale..