Ucraina

Mentre le agenzie battono, a ritmo serrato, notizie e dichiarazioni su quanto sta accadendo a Kiev, vorrei proporvi alcune riflessioni sulla nostra Europa, quella dei cittadini e delle imprese.

La prospettiva da cui intendo muovere è culturale.

Quando apprendo che centinaia di migliaia di uomini e donne che vivono in un Paese a poca distanza dall'Europa, sui nostri confini, lottano per i loro diritti individuali e collettivi, per una democrazia, per avere libere elezioni e guardano, come traguardo, ad un'integrazione con le Istituzioni Europee, mi sento rincuorato.

Non entro nel merito della lotta politica in corso, delle vicende interne al Paese: prendo atto solo delle parole che mi giungono, riportate dai media.

Comparo queste dichiarazioni, con quelle di alcuni leaders di movimenti presenti in Paesi Europei che, rappresentanti di centinaia di cittadini, lottano per un traguardo opposto: uscire dall'Unione. . . .

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La prova del cioccolatino

Si racconta che un imprenditore dolciario del basso Piemonte la cui azienda, oggi, è una multinazionale a carattere familiare (ne ometto il nome per motivi comprensibili), nel momento determinante di allargarsi ai mercati esteri, di espandersi, ricevette una proposta da parte di alcuni consulenti.

La proposta consisteva nell'acquisizione di altra impresa, già presente sul mercato di riferimento, che commercializzava prodotti affini. Pare che, ad una prima valutazione di carattere economico-finanziario, la compagine dell'azienda fosse solida, secondo le stime compiute dai suoi più stretti collaboratori. Un ottimo affare, caldamente consigliato dal suo staff.

Da uomo proveniente da una piccola pasticceria artigianale, esaminò con attenzione i rendiconti abituali, le valutazioni approdate sulla sua scrivania. . . .

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Riflessioni sulle Economie Emergenti

Ho letto con interesse, in questi giorni, diversi commenti comparsi sulla stampa specializzata (finanziaria) centrati sulla (presunta) decadenza dei c.d. Paesi Emergenti (e BRICS), sulle loro difficoltà e sul futuro delle loro economie.

Pareri, nella maggior parte, con accento univoco: rischio emergenti, attenzione!

Ho notato, tra gli altri, due temi che motiverebbero il rischio segnalato: uno politico e uno monetario.

Il primo legato all'instabilità interna, alla debolezza istituzionale; il secondo messo in relazione alla riduzione degli stimoli (tapering) operato dalla Fed. . . .

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World Economic Forum 2014. A Davos-Klosters il futuro nella consapevolezza

In Svizzera, a Davos-Klosters, si è aperto il forum annuale sull'economia globale, un appuntamento di grande rilievo sia per i temi in agenda sia per lo sfondo sociale e storico di riferimento.

La società odierna è in profondo mutamento e sta affrontando sfide in ogni settore: salute, lavoro, pace, finanza, benessere, povertà (and so forth).

Sono sfide che si intrecciano tra loro, inevitabilmente.

Non ho trovato termine migliore che possa definire, in un tentativo di sintesi, queste sfide, da quello di consapevolezza.

Non possiamo non considerare come, in tutto il pianeta, sia in corso un processo di acquisizione di consapevolezza di come e quanto il futuro di ogni Paese e di ogni economia, non riesca a prescindere da una visione unitaria, relazionale. . . .

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Imprenditori precari

Ho seguito, in queste settimane, lo svolgimento di alcuni dibattiti sul tema della precarietà nel mondo del lavoro. Studiosi, parlamentari, membri delle istituzioni e sindacati mostrano di considerare, correttamente, come nodo prioritario da risolvere nell'attuale congiuntura, il problema della precarietà e propongono soluzioni centrate, soprattutto, sulla riforma delle disposizioni vigenti in materia contrattuale.

Non entro nel merito, anche se partecipo attivamente ad un forum e vedo come favorevole una proposta formulata e già in discussione nelle aule parlamentari. . . .

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