Un aquilone bianco

Ieri seguivo, in streaming, il confronto della Commissione Occupazione, Impiego e Affari sociali (EMPL) dell’UE sul rapporto predisposto dal deputato spagnolo Cercas, lavoro frutto di un’indagine che mette a fuoco l’operato della c.d. Troika (ECB, Commissione e IMF) nell’applicazione dei programmi di aiuti ai Paesi Europei in difficoltà (dal 2010 al 2013): Grecia, Irlanda, Portogallo e Cipro.

Il contenuto, così come emendato in sede di discussione ed approvato a larga maggioranza, non è ancora stato pubblicato in versione ufficiale; è possibile fare lettura della versione originaria e degli emendamenti implicati, sul sito del Parlamento Europeo utilizzando il seguente riferimento: 2013/2277 (INI) e 2013/2007 (INI). Al momento, il testo è disponibile soltanto in lingua inglese.

Non è mio proposito esaminare il documento, nella sostanza, una proposta di risoluzione (utilizzo termini semplici e poco tecnici, faccio ammenda a cagione dello scopo divulgativo); ne propongo la lettura e mi limito ad una considerazione. . . .

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La prova del cioccolatino

Si racconta che un imprenditore dolciario del basso Piemonte la cui azienda, oggi, è una multinazionale a carattere familiare (ne ometto il nome per motivi comprensibili), nel momento determinante di allargarsi ai mercati esteri, di espandersi, ricevette una proposta da parte di alcuni consulenti.

La proposta consisteva nell'acquisizione di altra impresa, già presente sul mercato di riferimento, che commercializzava prodotti affini. Pare che, ad una prima valutazione di carattere economico-finanziario, la compagine dell'azienda fosse solida, secondo le stime compiute dai suoi più stretti collaboratori. Un ottimo affare, caldamente consigliato dal suo staff.

Da uomo proveniente da una piccola pasticceria artigianale, esaminò con attenzione i rendiconti abituali, le valutazioni approdate sulla sua scrivania. . . .

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Corruzione in Europa e in Italia - Serviva un nuovo report per aprirci gli occhi?

Su queste pagine da tempo abbiamo trattato e seguiamo con interesse, dalla parte delle imprese, il fenomeno della corruzione in Italia, in Europa e nel mondo. Abbiamo pubblicato rapporti e dati (chi vuole può tornare a qualche post scritto in precedenza e farne lettura).

Questa mattina, quasi tutti i quotidiani aprono con titoli centrati sull'ultimo rapporto della Commissione Europea; benissimo, prendiamo atto.

Ci voleva, seriamente, questo rapporto per parlare di corruzione, per stupirsi?

Dubito. Si tratta di un fenomeno che, chi fa impresa, percepisce e conosce con impatto quotidiano.

Possiamo sfogliare il rapporto, per carità, una lettura interessante, ma la corruzione è cosa assai nota e che non stupisce, va oltre le pagine di un rapporto e, dai dati che ho presentato più volte, lo supera per entità.

Le riforme, fortemente volute dal precedente Governo, debbono essere implementate: un processo lento, a quanto pare. Abbiamo trattato anche di questo, commentando il rapporto ANAC-CIVIT sulla trasparenza. . . .

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Riflessioni sulle Economie Emergenti

Ho letto con interesse, in questi giorni, diversi commenti comparsi sulla stampa specializzata (finanziaria) centrati sulla (presunta) decadenza dei c.d. Paesi Emergenti (e BRICS), sulle loro difficoltà e sul futuro delle loro economie.

Pareri, nella maggior parte, con accento univoco: rischio emergenti, attenzione!

Ho notato, tra gli altri, due temi che motiverebbero il rischio segnalato: uno politico e uno monetario.

Il primo legato all'instabilità interna, alla debolezza istituzionale; il secondo messo in relazione alla riduzione degli stimoli (tapering) operato dalla Fed. . . .

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World Economic Forum 2014. A Davos-Klosters il futuro nella consapevolezza

In Svizzera, a Davos-Klosters, si è aperto il forum annuale sull'economia globale, un appuntamento di grande rilievo sia per i temi in agenda sia per lo sfondo sociale e storico di riferimento.

La società odierna è in profondo mutamento e sta affrontando sfide in ogni settore: salute, lavoro, pace, finanza, benessere, povertà (and so forth).

Sono sfide che si intrecciano tra loro, inevitabilmente.

Non ho trovato termine migliore che possa definire, in un tentativo di sintesi, queste sfide, da quello di consapevolezza.

Non possiamo non considerare come, in tutto il pianeta, sia in corso un processo di acquisizione di consapevolezza di come e quanto il futuro di ogni Paese e di ogni economia, non riesca a prescindere da una visione unitaria, relazionale. . . .

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