La sottoscrizione di un Contratto Telematico.

 

Questioni “filosofiche” sulla manifestazione di volontà.


L'Information Tecnology ha radicalmente trasformato il mondo ed i rapporti sociali. Ha drasticamente ridotto i tempi di elaborazione e di trasporto dell'informazione ed ha annullato i confini nazionali. Certo, anche prima di Internet, era possibile stipulare un contratto fra persone residenti in paesi molto lontani, con una semplice telefonata. Laddove non fosse richiesta la forma scritta ad substantiam o ad probationem, sempre che fosse chiara la legge applicabile, quella telefonata vincolava le parti in modo giuridicamente valido ed efficace.

Le pagine Web (meglio parlare di pagine Web o Siti perché parlare genericamente di Internet è fuorviante in quanto Internet è qualcosa di più che un insieme di siti con interfaccia grafica) permettono, tuttavia, un automatismo prima inimmaginabile. Le peculiari caratteristiche della contrattazione telematica consistono in particolare:

    1) nella assenza di comunicazione sia verbale che scritta, intendendosi per “scritta” ciò che si intende nel senso tradizionale del termine;
    2) nella presenza, invece, di una nuova e diversa forma di comunicazione che può consistere in gesti e azioni;
    3) nella possibile mancanza di uno dei due interlocutori-contraenti con delega della manifestazione di volontà ad un sistema informatico (robot - si pensi all'accettazione automatica di un ordine).

Un contratto può essere telematicamente concluso tramite vari strumenti. Usualmente pensiamo ai classici “form” di un Sito Internet o alla formulazione di un'offerta tramite mail (o fax). Non si dimentichi, tuttavia, l'espansione dell'utilizzo di diversi device come smartphone e tabblet che portano a nuove forme di contrattazione.
Giuridicamente parlando, quando acquisto una ricarica telefonica cosa faccio? E poi, sempre giuridicamente parlando, quando digito il codice della ricarica in collegamento telefonico con il gestore, cosa succede? Questioni interessanti che per il momento lasciamo in sospeso.
Ben si capisce che norme del 1942, quelle del nostro codice civile, sono ben poco adatte a regolamentare le nuove forme delle transazioni commerciali.
L'unica cosa che resta certa ed immutabile, e che costituisce un requisito non calpestabile dalle nuove tecnologie, è la classica necessità di incontro di domanda ed offerta ai fini della conclusione del contratto. Vale a dire che un contatto si può dire concluso (più correttamente “perfezionato”) quando ad una proposta contrattuale segua una accettazione pura, vale a dire non condizionata.
Se si approfondisce ancora di più dobbiamo parlare di “manifestazione di volontà”, vale a dire i modi e gli strumenti attraverso i quali un umano estrinseca l'impulso di volontà che scaturisce dentro la propria mente.


A qualcuno sembrerà strano di come stia prendendo la questione così da lontano. Eppure è fondamentale. Se come ho detto, viene a mancare la forma verbale e la forma scritta (quelle forme che per millenni hanno regolamentato i rapporti umani) si deve necessariamente fare un passo indietro e verificare in quale modo viene ad estrinsecarsi la manifestazione di volontà con le nuove tecnologie.
Siamo entrati in un'era nuova e c'è necessità di cambiare (o meglio, aggiornare) i propri comportamenti.
L'uomo per millenni si è affidato alla tradizione orale. Pare e si dice che interi enormi poemi (le opere di Omero, la stessa Bibbia) non fossero altro che la stesura scritta di racconti tramandati per secoli o forse millenni in forma verbale da una generazione all'altra.
Si può immaginare a delle forme di comportamento specifiche della società antiche che avevano necessità di tramandare una tale mole di informazioni. In una società senza scrittura i contratti venivano perfezionati con la presenza di “testimoni” e gesti rituali. Senza non c'era modo di stipulare un contratto.
La scrittura nasce con i caratteri cuneiformi dei mesopotamici. Ma il tratto cuneiforme non è adatto ad attribuire la paternità, ad esempio, di una sottoscrizione. Serviva più che altro come memoria storica, come appunto da riporre per il futuro. In quell'epoca e poi per molto tempo erano i “sigilli” ad attribuire la paternità dello scritto.
Per lo scritto serve un supporto fisico: una pietra, una tavoletta, un papiro o un foglio di carta. Qualcosa di solido sul quale incidere o disegnare dei grafi.
L'era telematica toglie di brutto il supporto fisico; non esiste. O meglio, esiste ma non è alla portata dei sensi dell'uomo. Giuridicamente parlando si parla di bene immateriale, come l'energia elettrica.


Torniamo alla manifestazione di volontà.
Generalmente, al giorno d'oggi, e in materia telematica, la manifestazione di volontà principe, che si ripete nella prassi quotidiana milioni di volte al giorno, è il “click” in un determinato pulsante. Ma ho già accennato che molteplici possono essere le forme a seconda del device considerato. Mi viene in mente che al contraente munito di uno smartphone touch potrebbe essere richiesto di compiere un gesto ben preciso con il dito sullo schermo. Altra cosa “strana” è l'apposizione della propria firma sempre sullo schermo (già usata da molti vettori per la sottoscrizione della ricezione della merce). E' possibile considerare una forma dello scrivere l'uso di una pen-pad su uno schermo touch? Io credo di no.


E vengo al dunque. Le nuove tecnologie impongono un cambio di atteggiamento. Che senso ha fare la firma con l'apposita “pen” sull'apparecchio del vettore che mi consegna, ad esempio dei libri? Secondo me è il classico esempio di chi vuole usare il nuovo ma non ha ancora spostato la propria mente verso il futuro. Quella firma, una volta acquisita, è replicabile miliardi di volte, in un modo perfetto; che senso ha averla? E poi, giuridicamente parlando, è valida? Non mi risulta che quegli apparecchi abbiano una qualche approvazione normativa e quindi deduco che siano del tutto inutili.


E' necessario aggiornare il nostro modo di pensare.
In futuro avremo tutti in tasca un dispositivo di firma elettronica con marcatore temporale, con il problema della sicurezza della sua custodia. Prepariamoci.