La sottoscrizione di un Contratto Telematico.

 

Questioni “filosofiche” sulla manifestazione di volontà.


L'Information Tecnology ha radicalmente trasformato il mondo ed i rapporti sociali. Ha drasticamente ridotto i tempi di elaborazione e di trasporto dell'informazione ed ha annullato i confini nazionali. Certo, anche prima di Internet, era possibile stipulare un contratto fra persone residenti in paesi molto lontani, con una semplice telefonata. Laddove non fosse richiesta la forma scritta ad substantiam o ad probationem, sempre che fosse chiara la legge applicabile, quella telefonata vincolava le parti in modo giuridicamente valido ed efficace.

Le pagine Web (meglio parlare di pagine Web o Siti perché parlare genericamente di Internet è fuorviante in quanto Internet è qualcosa di più che un insieme di siti con interfaccia grafica) permettono, tuttavia, un automatismo prima inimmaginabile. Le peculiari caratteristiche della contrattazione telematica consistono in particolare: . . .

Continua a leggere >>
tag:   

Ma quanto deve costare il Registro delle Opposizioni?

Mi imbatto nella lettura della Gazzetta Ufficiale n° 61 del 13-3-2013 e precisamente nel Decreto 11 gennaio 2013 del Ministero dello Sviluppo Economico intitolato "piano preventivo dei costi di funzionamento del Registro delle Opposizioni".

Scorro il testo, lo leggo e lo rileggo perché non riesco a comprendere la tabella dei costi ma alla fine ci sono: il Registro delle Opposizioni costa a carico dei cittadini 3 milioni di euro all'anno. Ah, IVA esclusa, che sia chiaro, e quindi oltre 3.500.000,00 di euro all'anno.

La cosa mi colpisce molto perché personalmente ho lottato non poco con il Registro Pubblico delle Opposizioni - per riuscire a inserire il numero del mio studio - e per il fatto che alla fine, nonostante l'avvenuta registrazione, le telefonate promozionali continuano come se nulla fosse.

. . .

Continua a leggere >>

Corte di Giustizia Europea e il divieto di riproduzione in live streaming

Le imprese televisive possono vietare la ritrasmissione via internet delle loro emissioni.
Lo ha deciso la Corte di giustizia europea, chiamata a decidere su una controversia tra diverse emittenti televisive britanniche la societa' TVCatchup (TVC), il cui sito permette ai suoi utenti di ricevere "live", in streaming, i programmi gia' trasmessi in chiaro dalla televisone britannica.

Nella sentenza si legge che "ogni trasmissione o ritrasmissione di un'opera mediante l'uso di una specifica modalita' tecnica deve essere, in linea di principio, individualmente autorizzato dal suo autore".

Ai sensi del diritto europeo le "emittenti originali" sono gli autori, che posseggono quindi "il diritto esclusivo di autorizzare o vietare qualsiasi comunicazione al pubblico delle loro opere" ha concluso la Corte. . . .

Continua a leggere >>